La Monarchia in Concerto

La Monarchia in Concerto
Al Twist & Shout di Bastia, il primo tour de La Monarchia. La potente band toscana presenterà il disco d'esordio “Parliamo dieci lingue ma non sappiamo dirci addio”. Undici brani esplosivi di matrice rock mixati da Matt Bordin (Mojomatics), che alternano momenti di furore ad aperture dilatate e che raccontano la disillusione ed il vuoto nei rapporti e negli affetti di questo presente.

“Parliamo dieci lingue ma non sappiamo dirci addio” è il disco d'esordio di La Monarchia. Registrato da Matteo Marenduzzo e mixato da Matt Bordin (Mojomatics), il lavoro della band toscana esce a febbraio 2015 per Dischi Soviet Studio/Audioglobe. Undici brani rock di grande impatto con testi in italiano, che descrivono e riflettono le contraddizioni e le difficoltà nei rapporti umani e negli affetti nel 2015. Suoni distorti e particolarmente carichi si alternano e a tratti si accompagnano a feedback ed echi lontani e riverberanti, intrecciando momenti di furore a pause di raccoglimento individuale. Centrali, in questo contesto, sono i temi della mancanza, della solitudine, i frequenti spazi lasciati alle riflessioni personali e l'implicito richiamo ad un utopistico splendore, possibile forse soltanto nell'intimità di un immaginario privato. Canzoni che rappresentano le varie facce di una stessa medaglia: l'amara considerazione della precarietà e della problematicità della convivenza umana, a cominciare da quella in ambito domestico e familiare, fa da contorno a un disincanto nei confronti del mondo imprescindibile dai caratteri specifici del contesto sociale dei nostri giorni. Sullo sfondo restano il desiderio e la speranza, forse non del tutto disillusi, di una risoluzione definitiva delle solite preoccupazioni che mettono in discussione l'esistenza del singolo, anche se allo stato attuale delle cose, tutto ciò che può compensare il disagio sono l'autocommiserazione e talvolta il rifugio in una personale “poetica del fanciullino”, che tuttavia non risparmia dure critiche verso tutto ciò che è avvertito come ingiustizia e causa delle proprie sconfitte.

“Questo è il nostro primo album, e come tale rappresenta sia un primo punto di approdo per quanto riguarda la nostra poetica ed i nostri tratti distintivi che un punto di partenza per tutto quello che faremo da qui in Avanti – racconta la band -. Decisivi in tal senso sono stati gli incontri sia con Glauco Boato e Matteo Marenduzzo della Dischi Soviet Studio, che hanno creduto in noi e nel nostro progetto permettendoci di lavorare al fianco di professionisti, che con Matt Bordin, che si è occupato di mixare i brani e ha contribuito nell'aiutarci a raggiungere un risultato artistico che ci soddisfa appieno e che ben si avvicina alla dimensione live della nostra band.”
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