L?interpretazione Futurista della Città e del Paesaggio

L?interpretazione Futurista della Città e del Paesaggio
Presso: Palazzo Vecchio, Sala dei Priori - Stazione di Posta San Gemini, Sala Culturale
A cura di: Massimo Duranti, Andrea Baffoni, Francesca Duranti

Verranno esposte quarantadue opere tra dipinti, disegni e opere seriali,  provenienti da musei pubblici, in particolare la Raccolta Dottori del Museo Civico di Palazzo della Penna a Perugia,  dalla Fondazione Cassa di Risparmio e da privati, dopo trentanove anni dalla mostra che si tenne a San Gemini nel 1975.

A San Gemini, si vuole porre l'accento sulle tematiche della città e de paesaggio di Gerardo Dottori, presentando organicamente una serie di opere  sulle architetture urbane, vere o trasfigurate,  e del paesaggio appunto, anch'esso reale o ideale, relazionati di volta in volta attraverso una lettura sincronica, dove le energie che danno origine alla moderna metropoli sono di fatto le stesse che originano laghi e montagne.

La mostra è patrocinata da Ministero per i Beni e le Attività culturali, Regione dell'Umbria, Comuni di Perugia e San Gemini; voluta e organizzata dall'Ente Giostra dell'Arme di San Gemini.

Per i futuristi la città è il luogo stesso della ricerca artistica, sviscerata nella multi-espressività del dinamismo con cui essa si è sviluppata nel tempo della modernità. Già nel 1910 Umberto Boccioni esprimeva tale concetto con l'opera La città che sale, oggi esposta in permanenza al MoMA di New York, e in numerose altre esperienze pittoriche ad essa riferibili.

Gerardo Dottori, interessato fin dall'inizio al dinamismo interno alla natura, ha  elaborato ampiamente anche il tema della città in modo dinamico e perciò originale, esprimendo anche contenuti declinati nel parallelismo d'indagine tra le dinamiche espressive dell'agglomerato urbano e certi eventi naturali cui essa stessa viene ricondotta. Ma la storia dell'arte  ricorda il futurista perugino come principale interprete di un linguaggio ispirato alla natura,  e dunque il paesaggio, e proprio su tale declinazione egli seppe, al principio degli anni Venti, individuare nelle visioni dall'alto del paesaggio collinare, in particolare quello  del Lago Trasimeno, la possibilità di una lettura paesaggistica aeropittorica, anticipando di fatto di un decennio la nascita dell'Aeropittura futurista.

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