Sagra degli Strascinati 2018

Sagra degli Strascinati 2018
Giovedì 16/08/2018
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La Sagra degli Strascinati di Monteleone di Spoleto, alla 34ª edizione, celebra questa pietanza locale che consiste in un impasto di farina, acqua e sale che, tirato a mano, prende la forma di spaghetti.

Si tratta di un piatto tipico del luogo che risale addirittura all'anno 1494, quando i Capitani Paolo e Camillo Vitelli, alla testa di numerosi fanti e cavalieri, invasero la terra di Monteleone, per aiutare Carlo VIII, Re di Francia, nella conquista del Regno di Napoli.

Un giorno i due fratelli si trovarono stanchi ed affamati, alla porta del Castello di Vetranola, dove chiesero cibo e ristoro; ritenendo, però, infidi gli abitanti, stimarono miglior partito prendere prigionieri il Castello e tutti gli uomini validi e quindi ingiunsero alle donne di imbandire la mensa e servirli.
L'odio ed il rancore per l'oltraggio patito, indussero le donne del Castello a preparare per gli invasori un misero piatto di "penchi" assai mal conditi, giustificandosi col dire che, per i tempi calamitosi, non avevano altro di meglio da offrire.

Tale incauto comportamento fece montare in furore i Vitelli, i quali ordinarono che tutti i prigionieri, mani e piedi legati, venissero attaccati ai cavalli per essere trascinati, fino a morte, intorno al Castello.

A nulla valsero le preghiere ed i pianti delle donne; solo ebbe effetto l'ardimentosa proposta di una bella fantesca, la quale si offrì di mutare i dispregiati "penchi" in una sostanziosa vivanda mai prima gustata, a patto, però, che non si procedesse nella minacciata rappresaglia.

Si era in carnevale e, se le carnascialesche imprese eran neglette, tanto imperava il pianto e la tristezza, pure fioriva la sagra dell'utile suino, che dette alla giovane il mezzo per vincere la disperata impresa.

Con guanciale magro, salsicce fresche, uova e pecorino, abilmente manipolati e rimescolati, trasformò quei "penchi" in una prestigiosa vivanda che i Vitelli e la loro scorta gustarono a pieno, tanto che placati e satolli ripresero la via di Napoli, senza fare danno ad alcuno.

Da allora, nella terra di Monteleone, tale pietanza viene chiamata strascinati, felice improvvisazione di una giovane umbra innamorata.

 
 
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