Don Chisciotte - Balletto Russo di Mosca

Don Chisciotte - Balletto Russo di Mosca
Perugia (PG)

Presso Teatro Morlacchi Perugia

I turno ore 18.00 - II turno ore 21.00

Prologo. Lo studio di Don Chisciotte. Don Chisciotte, un eccentrico gentiluomo affascinato dalle letture delle avventure cavalleresche medievali, ne è ossessionato al punto di voler far rinascere i nobili sentimenti di quell’epoca: intende diventare egli stesso un cavaliere errante per combattere altruistiche battaglie in nome della nobile dama Dulcinea, frutto delle sue fantasie. Lo Hidalgo è nel suo studio, immerso nella più recente lettura; sogna ad occhi aperti tornei e gesta eroiche, finché è bruscamente riportato alla realtà dall’arrivo concitato del servo Sancho Panza, il quale irrompe nella stanza inseguito da alcune donne di casa per aver rubato un pollo. Sedata la rissa, Don Chisciotte lo nomina suo scudiero e lo convince a partire insieme a lui per romantiche avventure cavalleresche.
I Atto.
La piazza del mercato di Barcellona. La bella Kitri, figlia dell'oste Lorenzo, cerca il suo innamorato, il barbiere Basilio, tra la folla vivace che anima la piazza. Quando lo incontra, tra i due inizia una schermaglia amorosa fatta di piccole gelosie, ripicche e affettuosità. Basilio la fa ingelosire prestando soverchia attenzione alle sue attraenti amiche, ma i due finiscono col dichiararsi a vicenda il reciproco amore. Le loro danze si interrompono all'apparire del padre di Kitri: egli non vede affatto di buon occhio la simpatia della figlia per lo spiantato Basilio; vorrebbe, invece, che ella sposasse il ricco, ma pomposo e ridicolo nobiluomo Gamache. Costui si fa avanti proprio in questo momento per chiedere la mano della ragazza, ma, sconcertando il padre, Kitri rifiuta decisamente e in modo impertinente. Nel frattempo arriva Mercedes, salutata allegramente dai presenti, e attende ansiosa l’arrivo di Espada, un celebre fascinoso toreador, che finalmente la raggiunge assieme ad altri toreri. Dopo che essi hanno danzato simulando coi loro mantelli le usuali azioni di una corrida, è il turno di Mercedes di ballare. Sopraggiunge Don Chisciotte, a cavallo del suo fido Ronzinante, annunciato dal suono di corno dello scudiero Sancho. Subito Lorenzo invita il cavaliere nella sua locanda per un rinfresco ed egli accetta, lusingato, scambiando fantasiosamente taverniere e taverna per un nobile signore e per il di lui castello. La gente in piazza continua a danzare allegramente facendosi beffe di Sancho: prima le ragazze lo coinvolgono in una mosca-cieca, poi, un folto gruppo di giovani, fattolo distendere su un telo, lo scuote e lancia in aria. Don Chisciotte, venuto in soccorso dello scudiero, nota Kitri e crede di riconoscere in lei la dama idealizzata Dulcinea, che gli appariva nelle sue visioni: con galanteria si accompagna a lei per un minuetto. Riprendono le danze più vivaci e l’allegria della gente in piazza crea sufficiente confusione perché Kitri e Basilio riescano a fuggire da Gamache e Lorenzo.
II Atto. L’interno di una taverna. L’episodio seguente è qui collocato nelle versioni maggiormente aderenti alle originali di Petipa e Gorsky; in altre è posticipato (es. Nureyev e Barishnikov; si veda la NOTA. 2). I due innamorati in fuga si rifugiano in una taverna dove ritrovano gli amici, eventualmente inclusi Mercedes ed Espada. Mentre il gruppo scherza e brinda, sopraggiungono Gamache e Lorenzo, che hanno inseguito i fuggiaschi e, poi, anche Don Chisciotte. Poiché Lorenzo è più che mai deciso a dare sua figlia in sposa a Gamache, Don Chisciotte, ritenendo che ciò offenda Kitri-Dulcinea, interviene presso Lorenzo, ma senza risolvere la situazione. Basilio, disperato, tenta di venirne fuori ricorrendo a un espediente: simula il suicidio fingendo di ferirsi a morte e Kitri, mentre soccorre l’amato, chiede l’intervento di Don Chisciotte.Costui impone a Lorenzo di benedire l’unione in extremis dei due ragazzi, prima che Basilio spiri. Dopo qualche reticenza, finalmente Lorenzo cede e Basilio, ricevuto il consenso al matrimonio con la ragazza, svela l'inganno, rialzandosi vivacemente per unirsi a Kitri. Questo episodio può contenere anche un grottesco duello: Don Chisciotte sfida Lorenzo, indignato per il comportamento poco cavalleresco dello sfidato in presenza di Kitri-Dulcinea e di un uomo morente, oppure (Nureyev) è Gamache a sfidare Don Chisciotte per la beffa subita. Vicino a un campo di gitani, tra i mulini a vento. Don Chisciotte e il suo scudiero, ripartiti in cerca di nuove avventure, raggiungono una distesa di mulini a vento, ove incontrano un gruppo di zingari. Don Chisciotte rende omaggio al Capo degli zingari e costui organizza una serie di danze in onore del cavaliere. Sopraggiunge una piccola compagnia di girovaghi, che mettono in scena spettacoli di marionette e, durante la loro esibizione, Don Chisciotte le attacca prendendole per soldati ostili o per ragioni che possono variare con la versione, ma sempre legate al timore che Dulcinea-Kitri sia minacciata. Turbato dallo scatenarsi di un temporale, Don Chisciotte crede di vedere nei mulini a vento dei pericolosi giganti e li carica con la sua lancia rimanendo impigliato in una pala e ferendosi nell’attacco.
III Atto. Una foresta. Dopo il suo ferimento, Don Chisciotte assieme a Sancho Panza cerca rifugio in una foresta e qui, esausti, i due si addormentano. Il cavaliere sogna d’essere in un luogo incantato, abitato da fate, gnomi e mostri spaventevoli, l’ultimo dei quali è un enorme ragno che tesse la sua tela. Il cavaliere lo attacca e, avuta la meglio sul gigantesco insetto, vede la tela da lui tessuta sparire magicamente, rivelando un magnifico giardino fatato. Questa prima parte del sogno è a volte trattata in breve e sviluppata in modo diverso. Il giardino di Dulcinea. Il sogno prosegue rivelando che Don Chisciotte si trova in un giardino incantato abitato da fantastiche creature femminili: le Driadi. Costoro intrattengono Don Chisciotte con danze soavi e, tra esse, finalmente, gli appare la sua Dulcinea, che continua ad avere le sembianze di Kitri. Ma il sogno ben presto svanisce. In alcune versioni (Nureyev e Barishnikov) l’atto termina col risveglio del cavaliere e, in tal, caso la scena che segue si svolge nella piazza di Barcellona; in quelle più aderenti all’originale l’episodio precedente si completa con l’incontro nella foresta tra Don Chisciotte e il Duca di Barcellona, accompagnato dal suo seguito, impegnato in una caccia. Il Duca invita il cavaliere a unirsi a loro per raggiungere il castello.
IV Atto. La sala delle feste nel castello del Duca. Quest’ultima parte è generalmente dedicata ai festeggiamenti per il matrimonio di Kitri e Basilio, simboleggiato da un un celebre gran pas de deux tra i due sposi, arricchito da variazioni per le amiche della ragazza. Nel balletto il grand pas de deux è sovente preceduto da un fandango, a volte presentato come parte della festa di matrimonio. Le versioni più aderenti a quelle di Petipa e Gorsky aprono l’atto con la richiesta del Duca a Kitri e Basilio di impersonare rispettivamente Dulcinea e il Cavaliere Sconosciuto, per prendersi gioco di Don Chisciotte. Ciò provocherà un duello tra Don Chisciotte e il Cavaliere-Basilio, il quale, avendo la meglio sullo Hidalgo, gli strappa la promessa di deporre la spada e cessare le sue pericolose peregrinazioni.

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